Termoconvettore elettrico: quanto consuma e quando conviene davvero

In breve. Un termoconvettore elettrico assorbe di solito tra 1.000 e 2.500 watt: scalda in fretta, costa poco da comprare e non richiede impianto. Il prezzo lo paghi in bolletta. Un modello da 2.000 W acceso per 4 ore consuma 8 kWh, cioè circa 2,40 euro al giorno con l’energia a 0,30 €/kWh. Conviene per riscaldare per poche ore una stanza usata poco, un bagno o una seconda casa. Come riscaldamento principale consuma da tre a quattro volte l’energia di una pompa di calore e non è la scelta giusta.

Quando si cerca “termoconvettore” si trovano due prodotti molto diversi con lo stesso nome. Il termoconvettore ad acqua è un terminale collegato all’impianto di riscaldamento, al posto dei termosifoni. Il termoconvettore elettrico è un apparecchio autonomo che si attacca alla presa. Qui parliamo del secondo: quanto consuma, quanto costa usarlo e quando ha senso sceglierlo.

Se invece stai valutando il modello collegato a caldaia o pompa di calore, trovi tutto nella guida sul termoconvettore ad acqua.

Come funziona un termoconvettore elettrico

All’interno c’è una resistenza elettrica che scalda l’aria. L’aria fredda entra dal basso, si riscalda passando sulla resistenza ed esce dall’alto, creando un movimento continuo nella stanza: è la convezione naturale. Alcuni modelli aggiungono una ventola per accelerare il processo e vengono chiamati termoventilatori o convettori ventilati.

La caratteristica da tenere a mente è una: tutta l’energia elettrica assorbita diventa calore, ma non di più. Un kWh di elettricità produce un kWh di calore. È qui la differenza sostanziale con una pompa di calore, che con lo stesso kWh di elettricità ne restituisce tre o quattro di calore prelevando energia dall’aria esterna.

Quanto consuma: la formula e qualche esempio

Il consumo si calcola in modo semplice:

potenza (kW) × ore di utilizzo = kWh consumati

Moltiplicando i kWh per il prezzo dell’energia della tua bolletta ottieni il costo. Negli esempi usiamo 0,30 €/kWh, un valore medio indicativo per le utenze domestiche. Controlla il prezzo effettivo del tuo contratto.

PotenzaUtilizzoConsumo giornalieroCosto al giornoCosto al mese (30 giorni)
1.000 W2 ore2 kWh0,60 €18 €
1.500 W3 ore4,5 kWh1,35 €40,50 €
2.000 W4 ore8 kWh2,40 €72 €
2.000 W8 ore16 kWh4,80 €144 €

Consumo calcolato alla potenza massima. Con il termostato, l’apparecchio si spegne e si riaccende quando la stanza raggiunge la temperatura impostata, quindi il consumo reale è di solito più basso, soprattutto in stanze piccole e ben isolate.

L’ultima riga è il caso di chi usa il termoconvettore come riscaldamento principale. Su un’intera stagione invernale una sola stanza può pesare centinaia di euro in bolletta.

Attenzione al contatore da 3 kW

C’è un limite pratico che molti scoprono la prima sera. La maggior parte delle case ha un contratto da 3 kW di potenza. Un termoconvettore da 2.000 W ne occupa già due terzi. Se nello stesso momento accendi forno, lavatrice o piano a induzione, il contatore stacca.

Prima di comprare un modello da 2.000-2.500 W verifica la potenza del tuo contatore. Se pensi di usarne più di uno, valuta un aumento di potenza o, meglio, una soluzione diversa. Le differenze tra impianto monofase e trifase, e cosa comportano, sono spiegate nella pagina su impianto monofase o trifase.

Elettrico o ad acqua: le differenze

Termoconvettore elettricoTermoconvettore ad acqua
Collegamentopresa elettricaimpianto di riscaldamento (caldaia, pompa di calore, solare termico)
Installazionenessuna, o fissaggio a pareteidraulico, con tubazioni dedicate
Costo d’acquistobassopiù alto, più l’installazione
Costo d’esercizioalto: 1 kWh elettrico = 1 kWh di caloredipende dal generatore; molto basso con pompa di calore
Uso idealeintegrazione, poche ore, stanze singoleriscaldamento principale di tutta la casa
Raffrescamentonono (per caldo e freddo servono i fan coil)

Il termoconvettore ad acqua lavora con acqua a bassa temperatura ed è un’ottima alternativa ai termosifoni se abbinato a una pompa di calore. Quello elettrico è un apparecchio da usare a spot.

Quando conviene un termoconvettore elettrico

Ci sono situazioni in cui è la soluzione più sensata:

  • una stanza usata poco, come uno studio o una camera degli ospiti, riscaldata per qualche ora alla settimana;
  • il bagno, per pochi minuti al mattino e alla sera, dove un modello con timer è comodo e consuma poco. Deve però essere un apparecchio con grado di protezione adatto agli ambienti umidi e va installato lontano da doccia e vasca, rispettando le distanze previste dalle norme elettriche;
  • una seconda casa al mare, in Sicilia, usata qualche weekend d’inverno, dove non ha senso fare un impianto;
  • un’integrazione temporanea, ad esempio mentre si aspetta la riparazione della caldaia.

In tutti questi casi conta il tempo di utilizzo: poche ore, poche volte. Il basso costo d’acquisto compensa il costo dell’energia.

Quando non conviene

Usare il termoconvettore elettrico come riscaldamento principale è quasi sempre una scelta costosa. Se lo accendi per molte ore al giorno, in più stanze, per tutto l’inverno, la bolletta lo fa capire in fretta.

Per lo stesso scopo esistono soluzioni molto più efficienti:

  • una pompa di calore aria-aria, cioè un climatizzatore inverter usato in modalità riscaldamento. Con lo stesso kWh produce tre o quattro volte il calore di un termoconvettore e d’estate rinfresca. Approfondimento: pompa di calore aria-aria;
  • una pompa di calore aria-acqua con termoconvettori ad acqua o fan coil, per riscaldare tutta la casa. Se hai già i termosifoni, leggi pompa di calore con termosifoni; Prima di scegliere, conviene avere un’idea dei costi: li trovi nella guida ai prezzi delle pompe di calore.

Una nota sul riscaldamento a pavimento elettrico, spesso proposto come alternativa: anche lui usa resistenze, quindi consuma come un termoconvettore a parità di calore. Offre più comfort e nessun ingombro, ma non fa risparmiare. Ne parliamo in riscaldamento a pavimento elettrico.

Per un confronto tra tutte le soluzioni senza gas c’è la guida al riscaldamento della casa senza gas. Quanto consuma realmente una pompa di calore, con esempi numerici, è spiegato in consumo della pompa di calore.

E con il fotovoltaico?

Chi ha i pannelli spesso pensa che il termoconvettore elettrico diventi gratis. In parte è vero, ma con un limite: il riscaldamento serve soprattutto la sera e la mattina presto, quando l’impianto non produce. D’inverno, poi, la produzione è più bassa. Senza una batteria, buona parte dell’energia usata dal termoconvettore arriva comunque dalla rete.

Se hai il fotovoltaico, la combinazione più efficiente resta la pompa di calore, che sfrutta meglio ogni kWh prodotto. Come funziona l’abbinamento lo spieghiamo in fotovoltaico e pompa di calore.

Domande frequenti

Quanto consuma un termoconvettore elettrico da 2.000 W? Alla massima potenza consuma 2 kWh ogni ora. Acceso per 4 ore assorbe 8 kWh, cioè circa 2,40 euro con l’energia a 0,30 €/kWh. Con il termostato il consumo reale è di solito più basso.

Meglio un termoconvettore elettrico o una stufetta? Il principio è lo stesso: una resistenza che trasforma l’elettricità in calore con rendimento 1 a 1. A parità di potenza consumano uguale. Cambiano comfort, rumorosità e modo in cui distribuiscono il calore.

Il termoconvettore elettrico consuma più di un condizionatore? Sì. Un climatizzatore inverter in modalità riscaldamento è una pompa di calore e produce tre o quattro kWh di calore per ogni kWh elettrico, contro uno del termoconvettore.

Posso usare un termoconvettore elettrico con il contatore da 3 kW? Sì, ma un modello da 2.000 W occupa gran parte della potenza disponibile. Se accendi contemporaneamente altri elettrodomestici potenti, il contatore può staccare.

Che differenza c’è tra termoconvettore elettrico e ad acqua? Quello elettrico si collega alla presa e scalda con una resistenza. Quello ad acqua è collegato all’impianto di riscaldamento e sfrutta l’acqua calda prodotta da caldaia o pompa di calore. Il secondo costa di più da installare ma molto meno da usare.

Un termoconvettore elettrico può riscaldare tutta la casa? Tecnicamente sì, ma i costi in bolletta diventano alti. Per riscaldare tutta la casa una pompa di calore è molto più efficiente.

In sintesi

Il termoconvettore elettrico è economico da comprare e pronto all’uso, ma trasforma ogni kWh elettrico in un solo kWh di calore. Va bene per poche ore in una stanza, in bagno o in una seconda casa. Diventa caro se lo usi come riscaldamento principale. Prima di comprarne uno, verifica la potenza del contatore e fai il conto con le ore di utilizzo reali. Se devi scaldare la casa per tutto l’inverno, una pompa di calore abbinata a termoconvettori ad acqua o fan coil costa molto meno nel tempo. Progettiamo e installiamo impianti di riscaldamento in Sicilia e impianti di climatizzazione dimensionati sulla casa, non sul catalogo.

Vuoi capire quale sistema di riscaldamento conviene davvero per la tua casa? Richiedi un preventivo gratuito: facciamo un sopralluogo e ti proponiamo la soluzione più efficiente per i tuoi spazi e i tuoi consumi.

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